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In un anno di catechismo

Cari bambini e bambine, (*)
oggi è l’ultimo giorno di catechismo e allora vorrei dirvi ancora qualcosa per salutarvi. Adesso immaginate di essere nella stanza n.1 dell’oratorio, la nostra, ed io che vi parlo nell’ora di catechismo. Per avervi tutti insieme, addirittura silenziosi, ho aggiunto un po’ di fantasia al nostro incontro.
Qualche tempo fa ho letto di una bambina delle elementari che non stava mai ferma e aveva un comportamento iperattivo quando era a scuola. In una sola ora stava tranquilla: l’ora di disegno. In quell’unico momento di armonia si tuffava nel foglio con naturalezza e si concentrava nella sua creazione artistica. Un giorno la maestra aveva già annunciato la fine dell’ora e richiesto di consegnare il compito, ma la bambina continuava a disegnare, china sul suo foglio, come chi è immerso nel suo mondo diverso da tutti gli altri. La maestra, spazientita da quell’insubordinazione, si avvicinò per vedere cosa stesse combinando la sua piccola alunna.
“Sto facendo un ritratto di Dio” spiegò lei, senza alzare lo sguardo. La maestra sorrise e con ironia rispose: “Ma Dio nessuno sa com’è fatto, nessuno l’ha mai visto.”
La bambina rimase in silenzio per qualche secondo, poi, continuando a disegnare, disse: “Se aspetta un attimo, lo vedrà”. (da A.D. “l’arte di essere fragili” pag.51.)
Succede che una bambina provi a disegnare il ritratto di Dio.
Se vi appassionate al disegno come fa Maria, forse anche a voi riuscirete a fare un bel ritratto.
La storia della bambina mi ha ricordato un altro racconto. Quello del piccolo san Giovanni che diventerà da grande il Battista. Ricordate l’incontro tra l’angelo e Maria, la mamma di Gesù’, nel paesino di Nazareth. Michele si ricorda anche il nome dell’angelo. Ebbene dopo quell’incontro la Madonna si mise in viaggio per andare a trovare sua cugina che era incinta. Entrata nella casa salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nella pancia. Quel bambino, ancora piccolissimo, era Giovanni Battista ed è lui per primo che si accorse della presenza del Signore Gesù. (Lc 1, 39-41)
E’ il vangelo a spiegare che i bambini vedono e sentono cose che i grandi non capiscono. Noi ora sappiamo che Dio ha rivelato queste cose ai piccoli e le ha tenute nascoste ai sapienti e agli intelligenti. (Mt 11, 25) Anche voi bambini che siete venuti al catechismo già sapevate qualcosa di Dio e noi catechisti abbiamo imparato qualcosa da voi. Questo però non vuol dire che non dovete più ascoltare quello che vi dicono i catechisti, come capita qualche volta, perché è sempre bello scoprire, insieme, la vita di Gesù, i suoi gesti e i suoi incontri, le sue parole e quello che ha da dirci, a voi piccoli e a noi grandi.
Siamo arrivati alla fine di quest’anno insieme. Sapete? Anche per me è stato il primo anno e allora ho faticato un po’ ma spero di essere riuscito a farvi conoscere un grande amico che abbiamo imparato a salutare con “W Gesù” alla fine di ogni ora.
Vi ricordate ancora il nostro primo incontro? Sono passati sette mesi. Ci siamo presentati e poi abbiamo preso una decisione. C’è qualcuno che ricorda la prima decisione che abbiamo preso insieme? Mario cosa vuoi dire da lì sotto il tavolo? – “dovevamo dare il nome al nostro gruppo”.
Esatto, ricordi bene. Prima abbiamo raccolto qualche proposta. Qualcuno ha anche detto “Cinquecento”, così per dire e un po’ per gioco. Poi però che cosa abbiamo deciso? “Aquilotti” – bravo Simone, anche tu hai buona memoria!
Il nostro gruppo si è chiamato Aquilotti. E perché abbiamo scelto questo nome?
“Perché anche noi siamo dei pulcini come gli aquilotti!”- Hai ragione Laura, anche voi siete dei piccoli come i pulcini. Alessio, prova anche tu a rispondere mentre riaccendi la luce che qualcuno ha spento.
“Perché l’aquila vola alto!” – anche questo è vero Nicola.
Caterina ha già cominciato a disegnare poi, però scrivi la tua risposta vicino al disegno.
“Perché vede lontano e riconosce anche le cose molto piccole.” E’ giusto Paolo. Bravo!
“Perché c’è un evangelista che ha scelto l’aquila come simbolo” Irene quante cose sai!! Mirella hai pensato qualcosa? – “Adesso ci penso”. – Ecco brava! Prova a pensare qualcosa di bello insieme a Elena.

C’è ancora una spiegazione che ci aiuta a capire meglio la nostra decisione. Per molto tempo gli antichi ebrei, il popolo di Gesù’, si sono chiesti perché nella Bibbia sta scritto che quando Dio liberò il popolo di Israele dalla schiavitù dell’Egitto disse: “Io vi ho portato su ali d’aquila e condotti a me” (Es 19,4).
Dopo una lunga discussione (gli Ebrei facevano spesso lunghe discussioni) trovarono questa risposta: tutti gli uccelli prendono i loro piccoli con gli artigli e li trasportano in cielo, mamma aquila invece è l’unico uccello che carica i suoi piccoli sulle sue ali e li porta in volo. E perché si comporta così? Perché quando fa la traversata, se un cacciatore scaglia una freccia, è lei a prenderla e i piccoli si salvano.
Così è l’amore di Dio per Israele e anche per noi.

Questa è la cosa importante che abbiamo imparato in un anno di catechismo. Dio ci vuole bene e Gesù, con la sua vita, ci ha raccontato quest’amore. Forse qualche volta farete fatica a comprendere, altre volte vi sembrerà che Dio è lontano e invece Lui non vi abbandona, rimane vicino e con tenerezza si prende cura di voi proprio come fa l’aquila con i suoi aquilotti.
Ecco, dovete soltanto accogliere quest’amore e custodirlo nel vostro cuore.
Sì, questo è il riassunto di tutto ciò che avete imparato nel nostro primo anno insieme e adesso siete pronti per le vacanze ma d’ora in poi tenete a mente questo insegnamento e scoprirete che la vita è bella quando farete qualche cosa di buono e di giusto per gli altri, come ha fatto Gesù.
Un grande ciao a tutti!! il vostro catechista di 3° elementare.
Pianezza, 5 maggio 2017

(*) La lettera è stata inviata ad un gruppo di bambini (12) di terza elementare che hanno frequentato il catechismo 2016-17 presso la Parrocchia SS. Pietro e Paolo di Pianezza. I nomi dei bambini sono stati sostituiti con nomi di fantasia.

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